IL MODELLO, STRUMENTO DI STUDIO E DI VERIFICA, DALLA IDEAZIONE ALLA REALIZZAZIONE DI UN’OPERA D’ARTE. 

Per introdurre l’argomento nello specifico architettonico partirei senz’altro da un passo del Trattato dell’Alberti :

“………..Per evitare dunque tali difetti, non mi stancherò di fare questa raccomandazione: prima di porre mano all’opera, si soppesi tutto il progetto e nello stesso tempo si chieda il parere degli esperti, dopo aver realizzato dei modelli in scala. Essi serviranno a considerare daccapo tutte le parti della costruzione futura, due volte, tre, quattro, sette, dieci. L’esame andrà fatto in diverse riprese, finché non ci sia più niente in tutta l’opera, dalle fondamenta fino alla tegola collocata più in alto, niente – nascosto o in evidenza, grande o piccolo – che non sia stato considerato a lungo e molto, niente che non sia stato stabilito e preordinato: come sia conveniente o preferibile collocare una certa cosa, aggiungerla, rifinirla, con quali strumenti, in che punto, con quale ordine e misura “. De Re Aedificatoria “ Libro IX° cap. VIII°

 

Effettivamente, il modello, reale o virtuale che sia, rappresenta uno strumento imprescindibile nell’iter progettuale, nella ricerca, nella verifica come nella presentazione finale dell’opera. Potremmo aggiungere che, anche dal punto di vista della didattica, la modellazione riveste un ruolo di primaria importanza formativa ; di fatto non è possibile costruire un modello se il progetto non è, almeno tecnicamente, corretto. In secondo luogo occorre esercitare un notevole sforzo di astrazione, dopo un’accurata analisi degli elaborati grafici, per scomporre in modo adeguato l’intero progetto in parti e particolari da riassemblare successivamente con il giusto grado di finitura, in base alla scala adottata, ai materiali ed alle tecniche di lavorazione impiegati. Fatta questa necessaria premessa mi soffermerei a fare alcune ulteriori considerazioni a favore dei modelli reali, non per stabilire un anacronistico primato rispetto ai modelli virtuali( i due metodi di rappresentazione non confliggono, sono entrambi necessari e vanno entrambi utilizzati da chi opera in questo settore), ma per ribadire l’importanza che riveste la manualità, la conoscenza dei materiali e delle relative tecniche di lavorazione nella formazione di base di un architetto. Anche sotto l’aspetto estetico la fisicità del modello reale, se il taglio interpretativo del progetto è riuscito, lascia la massima libertà di lettura, in chi osserva, senza punti di vista obbligati. I materiali e le tecniche impiegate per la realizzazione dei modelli possono essere molteplici. Tutto dipende dal tipo di progetto e dalla scala adottata ; può trattarsi di un plastico urbanistico, architettonico o tecnologico, di un plastico di studio o richiesto in un concorso di progettazione o, ancora, di un plastico per la presentazione del progetto ad un più vasto pubblico. In pratica ogni volta va concordato un programma ed un metodo di rappresentazione che risponda perfettamente alle esigenze specifiche dei progettisti e dei committenti. Personalmente, nel corso della mia attività, iniziata quando ero ancora studente alla “Facoltà di Architettura di Roma”, ho avuto modo di sperimentare diverse tecniche iniziando dal cartoncino “Fabriano” (venendo dall’esperienza del solo disegno con il tecnigrafo era quasi inevitabile) per finire, attualmente, con dispositivi a controllo numerico come la rivoluzione informatica ha imposto negli ultimi anni.

Le immagini scelte per il “Catalogo del Sito” sono una selezione rappresentativa di quanto sopra esposto e raccontano, sinteticamente, un’esperienza professionale di oltre trenta anni.

 

Buona visione